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el autor, Cristo Raul, abre acceso a sus libros en las distintas versiones de lenguas superiores internacionales, español, inghles, francés e italiano

IL PORTICO ITALIANO

LA RIVOLUZIONE INTELLETTUALE DELLA STELLA DEL MATTINO

Questa è la Volontà Attuale di Dio:

«Che tutte le chiese si uniscano in un’unica e sola chiesa»

 

STORIA DIVINA DI GESÙ CRISTO

LUCE, VERITÀ E VITA

CRYS 

 

 

PRIMO LIBRO. VITA E TEMPI DEL SIGNORE YAHVÉ DIO

 

SECONDO LIBRO. IL CUORE DI MARIA. PARTE PRIMA

 

TERZO LIBRO. IL CUORE DI MARIA. SECONDA PARTE

 

QUARTO LIBRO LA CREAZIONE DELL’UNIVERSO SECONDO LA GENESI

PROLOGO

 

Questo libro ha avuto origine da un libricino, “Luce, Verità e Vita”, scritto nella prigione militare del Caudillo a Ferrol, in Galizia, Spagna, alla fine del 1978, nei giorni del cambio di vescovo a Roma tra Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II.

I fatti andarono così:

 

Un giorno di quelli, durante l’ultimo crocevia tra i millenni, un ragazzo di 20 anni invocò il Figlio di Dio. Salì su una montagna, si lasciò alle spalle il mondo e tutti i suoi valori e si presentò davanti a Dio con un mare di domande che gli bruciavano l’anima. Quel ragazzo fece il salto dall’altra parte del Dubbio. Oltre il Dubbio si presentò davanti al suo Creatore.

Per Raúl il tempo del Dubbio era finito. Dio esiste con la stessa certezza con cui esistono il Sole e le stelle. Così, gettando a terra il peso delle opinioni degli esperti, Raúl salì su quel monte e liberò il suo pensiero.

E ti dico che furono molte le ore in cui quel ragazzo alzò la voce al Cielo. Il firmamento, il sole, la terra e il mare furono testimoni delle sue parole. Solo loro sanno con quali parole quel giovane invocò il suo Creatore.

E alla fine cadde a terra senza più forze. In cima a quel monte Raúl rimase come morto per un po’.

Quando si rialzò, tornò a casa e attese che si adempisse ciò che era scritto: «A chi chiama, si apre». E così fu. Il Figlio di Dio ascoltò il giovane e gli aprì la porta. Allora si adempì nella sua carne ciò che è scritto: «Da chi crede, dal suo intimo sgorgherà una fonte di acque vive».

Dopo questi fatti Raúl proseguì il suo cammino e, camminando, incontrò una persona davvero speciale. Lo chiamavano il Profe. Da giovane, il Profe era partito per le Americhe. Dopo decenni tornò in patria pieno di glorie, lauree honoris causa e tutto il resto, frutto di ciò che aveva seminato nelle università latinoamericane. Una volta tornato nella sua piccola città natale, il Profe non tardò a scoprire che per servire Dio non c’è bisogno di andare così lontano; basta girare l’angolo, guardarsi intorno e vedere pecore smarrite su tutte le rupi.

Commosso dalla sorte di quei giovani – Dio solo sa da chi condannati a morire sotto l’effetto del veleno di quelle quattro maledette lettere: AIDS – il Profe aprì una grande casa nel centro della sua città natale, Malaga, e mise le sue stanze a disposizione dei giovani che, come cani randagi, pullulavano per le strade. In quella Casa si conobbero il Profe e Raúl.

Col tempo il ragazzo tornò sulla retta via. E se ne andarono l’autunno e l’inverno di quell’anno. Durante la primavera successiva il Prof e Raúl si rincontrarono a Madrid.

Il fatto che il Prof si trovasse a Madrid era dovuto al fatto che gli era stata diagnosticata una malattia al cervello. I suoi nemici dicevano che fosse una punizione di Dio per aver sperperato la sua fortuna in quei lebbrosi senza salvezza.

Di certo l’operazione costava una fortuna, che il Prof non aveva, perché l’aveva spesa per quelle pecore smarrite, e ora il poveretto andava in giro a mendicare aiuto.

Il Prof vagava per Madrid di porta in porta. Quando si ritrovò con Raúl, l’uomo aveva ormai perso il conto. Gli amici dei vecchi tempi di gloria! Il fatto era che nemmeno quell’uomo si disperava. Quello che provava, però, era la solitudine.

«E tu, Raúl? Non dirmelo, non ti sei presentato all’appuntamento con l’esercito. E ora te ne vai in giro all’avventura, un giorno qui e il giorno dopo là».

Era fantastico. Aveva una cinquantina d’anni. Di media statura, viso allegro, lineamenti latini. Conversazione divertente. Lo vedevi sempre sorridente, «non si vede mai il malumore», diceva. Non fumava, non beveva. Non era sposato. La grande passione della sua vita, l’unica che avesse mai avuto, era Cristo, e lo confessava come chi è orgogliosissimo di possedere il tesoro più favoloso del mondo.

Le settimane successive si dissolvero nel fiume del tempo. Il Prof continuò la sua via crucis di porta in porta. Nel frattempo, il male cresceva nel suo cervello. E lui portava la sua croce sulle spalle senza altro conforto che quello che riusciva a trovare nella compagnia di un ragazzo.

Raúl rimase colpito dalla tragedia e dalla grandezza di quell’uomo.

E successe quello che doveva succedere. Una notte di quell’estate il ragazzo rimase intrappolato. Nel firmamento c’era la luna piena. Appena si sdraiò, Raúl sentì dei lamenti. Credendo che provenissero dal suo sogno, si rigirò. Alla fine aprì gli occhi e vide il Prof seduto sul bordo del suo letto, lo sguardo perso nell’infinito. Un filo di sangue gli scorreva lungo il mento. Il Prof stava parlando da solo.

Il ragazzo lasciò che l’uomo parlasse. Madre di Dio, il dolore che stava uccidendo il Prof non era la sua malattia, né il fatto di scoprire che i suoi amici se ne fregavano del suo problema. Il dolore più grande che aveva nell’anima era non sapere perché Dio lo avesse abbandonato.

«È questo il prezzo di una vita dedicata al servizio, Signore? È questa la mia ricompensa?», si lamentava nella sua ignoranza quel dottore in teologia più esperto di sant’Agostino e san Tommaso messi insieme.

 

Arrivò l’estate e Raúl si trasferì a Ibiza. Non tutto in questo mondo deve per forza essere lavoro, avventure, errori, successi. Quando Dio creò i Cieli e la Terra, spianò le montagne e tracciò verdi prati lungo le rive dei fiumi affinché l’essere umano si spogliasse e si dedicasse a praticare lo sport di vivere la vita.

Il ragazzo era solito sedersi sulle scogliere, guardando il mare. In quei giorni di riflessione e meditazione, il Figlio di Dio seminò nel cuore di Raúl un desiderio: avere un’intelligenza senza limiti per conoscere tutte le cose.

E come un seme in terra fertile che diventa albero, quel desiderio diede frutto. Così, uno di quei giorni, Raúl si alzò in piedi, aprì le braccia e chiese al Figlio di Dio ciò che più desiderava avere al mondo: lo Spirito di Yahweh, Spirito di Intelligenza senza limiti per conoscere tutte le cose.

 

Poco dopo, il Figlio di Dio gli fece conoscere la sua risposta attraverso le parole dell’uomo che aveva mandato per comunicargliela.

Questo accadde nel cuore dell’Europa, nella nazione che chiamano Belgio.

Aveva cercato e gli era stato aperto, aveva chiesto e gli era stato dato. Con la fiducia riposta nella veridicità del Figlio di Dio, il ragazzo riprese il cammino.

 

Allora si levò un vento fortissimo. Al servizio del suo Creatore, l’intera creazione afferrò il ragazzo per i capelli, lo sollevò verso il cielo e, quando aprì gli occhi, si ritrovò sottoterra.

Il giorno dopo si ritrovò a casa dei suoi genitori con la sua vecchia Bibbia tra le mani e una domanda in mente: come ha creato Dio la Luce, il Firmamento, in una parola: l’Universo?

Nelle settimane successive Raúl cercò di decifrare il geroglifico di Mosè. Ma non trovò la chiave.

Un giorno, tornando dalla città, mentre guardava il firmamento autunnale attraverso i finestrini dell’autobus, vide la Luce. Aveva la chiave.

Gli avvenimenti sono raccontati in La creazione dell’Universo secondo la Genesi. Un’introduzione alla cosmologia del XX secoloI.

Raúl scese dall’autobus di corsa e aprì la porta di casa. Sua madre lo guardò con aria trepidante.

«Diventerò uno scrittore, mamma», le disse il ragazzo senza pensarci due volte.

«Ricordati dei tuoi fratelli quando sarai famoso», gli rispose lei.

Quella donna non sapeva né leggere né scrivere. Che donna! Quanto è grande il mistero della maternità umana! I saggi si scervellano alla ricerca della formula per la produzione industriale di Einstein, Newton e compagnia, e poi arriva la Natura e si fa una risata della Scienza, trasformando un’analfabeta nella pietra filosofale.

A 21 anni Raúl era pieno di ammirazione per il Creatore del Geroglifico della Genesi, il cui Sigillo è rimasto impenetrabile di fronte a tutti i geni di tutti i tempi. La Sua Onniscienza e la Sua Saggezza Salvifica lo avevano affascinato, meravigliato. E insomma, si trovava proprio in quello stato di eccitazione intellettuale senza limiti quando mi chiamarono per adempiere ai miei obblighi militari.

 

A novembre di quello stesso anno Raúl si arruolò in Marina. Durante l’inverno, la primavera e l’estate successivi, il Figlio di Dio gli mostrò tutto ciò che riguardava il Diritto Divino, la Giustizia della Salvezza, i fondamenti della Redenzione. Insomma, quel nutrimento di cui Lui aveva detto: «Io ho un nutrimento che voi non conoscete».

Ebbene, l’estate finì e arrivò l’autunno. Un giorno di quell’autunno lo rinchiusero nella prigione militare per scontare una pena di due mesi e un giorno, perché era un fuggitivo.

Mentre era in cella, il Figlio gli presentò il Padre, e Quest’ultimo gli mostrò ciò che aveva nel Cuore: la Speranza della Salvezza Universale che aveva concepito all’inizio dei tempi.

Infatti, solo un uomo peccò, e il suo peccato, soggetto all’effetto domino, si estese su tutta la superficie della Terra. Così, elevando il Figlio al Trono del Giudizio Universale, lo glorificò nuovamente conferendogli tutti i poteri del Presidente della Corte Suprema del Suo Regno, tra cui quello di pronunciare l’Assoluzione per l’Imputato, in questo caso l’Assoluzione Universale in base al Diritto di Redenzione da Lui stesso conquistato per il Genere Umano. Infatti, quando ci ha offerto la Giustizia della Fede, tutti i popoli nati prima di Cristo sono stati privati della Sua Grazia; eppure, siamo state tutte le nazioni ad essere consegnate alla Morte a causa del peccato di un solo uomo. Così, avendo vissuto nella stessa ignoranza che ci ha resi tutti meritevoli della Grazia, a causa della Necessità della Morte di Cristo, i nostri padri sono stati privati della Salvezza. Ma Dio, nella sua meravigliosa Giustizia, elevando suo Figlio alla Presidenza della Corte Suprema di Giustizia del suo Regno, gli ha concesso poteri infiniti ed eterni per emettere Sentenza secondo spirito e verità. Egli può adeguare il suo Verdetto Finale alla profezia in base alla nostra malvagità, oppure alla Salute della sua Pace come ricompensa per la nostra fede nel credere che Egli possa riportare tutte le anime alla loro naturale condizione di bontà. La nostra bontà sta nel credere che l’essere umano non si sarebbe mai allontanato dal suo Creatore se il Tradimento del Serpente non si fosse frapposto tra Dio e l’Uomo. La nostra vittoria: scrivere sulle pagine della Storia Universale ciò in cui crediamo, dando corpo con le nostre azioni alla tesi della Difesa.

 

In quei giorni morì un vescovo di Roma. Gli succedette un altro. E dopo 33 giorni morì anche il suo successore. Al defunto succedette Giovanni Paolo II.

Proprio in quei giorni il Figlio di Dio rivelò a Raúl la Volontà Presente di Dio:

«Questa è la Volontà presente di Dio – gli disse –: che tutte le chiese si uniscano in una sola e unica». Subito dopo il Figlio di Dio istruì il ragazzo sulla natura dello spirito partecipativo del Verbo. Infatti, poiché a Dio spetta l’azione e, aprendo spazio ai suoi figli, Egli dota le sue creature di tutti i mezzi necessari per la loro realizzazione. Da qui deriva che l’Obbedienza sia il principio della crescita soprannaturale del suo Regno.

Terminata la sua visita, il Figlio di Dio gli disse: «IO SONO LA RISPOSTA».

 

Accadde allora che, man mano che si avvicinava il Natale del 1978, una domanda si fece strada nel suo spirito; e, conquistando sempre più spazio, si impadronì anche delle mie notti, al punto che non osavo nemmeno chiudere gli occhi.

La domanda che si era insediata nel suo essere affondava le radici nella Speranza di Salvezza Universale che Dio e suo Figlio mi avevano mostrato: cosa era disposto a dare per questa Assoluzione Universale?

La mia anima!! Fu la sua risposta.

Ma una cosa è dirlo, un’altra è farlo. Un amore senza fatti, che cos’è? Se la fuga sarebbe stata la prova di quell’amore, allora avanti. Se dall’altra parte lo aspettava un’oscurità densissima, va bene lo stesso. La decisione era sua. Presa la decisione, varcò quella porta.

Raúl si fermò a Madrid, con quel libricino, «Luce, Verità e Vita», scritto a mano durante quei due mesi e un giorno; entrò nella Casa Editrice Cristiana. E dalla porta da cui era entrato, uscì.

Da Madrid Raúl si trasferì a Saragozza. Ospitato da un amico a casa sua, che né lui né la sua famiglia sapevano del suo stato militare ma erano felicissimi di averlo con loro quel Natale, Raúl era solito sedersi a meditare in Plaza del Pilar. Gli eventi vissuti nell’ultimo anno avevano dato al suo essere un nuovo senso. Cosa avrebbe fatto ora, dove sarebbe andato?

In quei giorni di profonda meditazione esistenziale, la sua gioia divenne infinita quando il Figlio di Dio gli diede un «piccolo sassolino con un nome scritto sopra che solo chi lo riceve conosce». Raúl lesse. Su quel sassolino c’era scritto: «Cristo Raúl».

 

Così, passando da Saragozza a Parigi, e da Parigi a Madrid, negli anni ’79 e ’80, mi stavo già preparando a tornare a Parigi quando «mio Padre che è nei cieli» mi fermò. Una figlia di Dio, di nome Ana, era stata attaccata dalla Morte; la Morte si apprestava già a portarla via, uccidendo con lei la Risposta che lei portava con sé, ovvero: Dio ha dato la sua benedizione a una Rivoluzione Mondiale Onnisciente, che, toccando tutti i rami dell’albero della conoscenza, farà balzare la Società della Pienezza delle Nazioni da un modello fondato nell’Antichità e ripreso dalla Modernità, a una Società fondata sui Principi Eterni e Inamovibili su cui Dio ha eretto il suo Regno.

Cristo Raúl tese la mano ad Ana, la liberò dall’abbraccio della Morte, e come la colomba trafitta dalla freccia di un nemico, ferita a morte ma non in modo letale, una volta guarita dalla ferita apre le ali e torna in cielo in libertà, così Ana proseguì il suo cammino fino all’Ora in cui la Volontà di Dio avrebbe riempito la Terra e, chiamando i suoi figli alla Battaglia Finale, li avrebbe riuniti di nuovo. Ecco, quindi, alcune delle cose che devono accadere negli anni a venire.

 

Unificazione di tutte le chiese cristiane attorno al Tronco Cattolico;

Scioglimento della Federazione Russa e Conversione di Mosca;

Caduta di Bruxelles e Berlino;

Estinzione delle religioni: Islam e Induismo;

Indipendenza del Tibet e smembramento della Cina e dell’India in tanti Stati con le loro nazioni;

Estinzione dell’ateismo scientifico e rivoluzione delle scienze mediche e delle scienze energetiche;

Caduta del Corpo di Sicurezza dell’ONU e creazione dell’Albero della Pienezza delle Nazioni con giurisdizione universale contro la guerra e le dittature;

Abolizione di tutte le corone, europee, africane e asiatiche;

Creazione della Comunità degli Stati latinoamericani e suddivisione del Brasile in diversi Stati con le loro nazioni;

Creazione di un Corpo Giudiziario-Poliziesco Mondiale per la lotta contro il crimine e le organizzazioni criminali internazionali;

Rivoluzione agricola mondiale: estinzione delle piante di tabacco, cocaina e marijuana; controllo delle piante di caffè, vite e papavero;

Rimboschimento del pianeta;

Fine del comunismo, in tutte le sue forme, politiche e ideologiche;

Adesione dello Stato di Israele all’Alleanza Militare di tutte le Nazioni Cristiane;

Adesione degli Stati Uniti d’America alla Corte Penale Internazionale;

Abbandono delle energie distruttive del pianeta: petrolio, carbone e gas;

Evoluzione degli Stati verso amministrazioni soggette all’obbligo di rispettare i diritti della famiglia;

Evoluzione dal denaro contante e cartaceo al denaro digitale e il controllo dei suoi movimenti da parte della magistratura;

Libero accesso per tutti all’istruzione universitaria e ai mezzi per sviluppare le proprie capacità creative;

Creazione di tre comunità africane internazionali: Africa Bianca o del Sud; Africa Nera o Centrale e Africa Mediterranea: libere dai monopoli e dalle oligarchie europee, asiatiche e americane.

Superato questo periodo di due anni trascorsi a brancolare nel buio, e sapendo che la mia Ora era ancora lontana nel tempo, il mio Dio allontanò la donna che mi aveva offerto una mano per arrivare a Parigi.

 

Dopo essermi rinchiuso tra i libri per i tre anni successivi, io, Cristo Raúl, ho preso moglie, che mi ha dato un figlio. Ho preso la donna e il bambino e mi sono trasferito a Creta, dove, nell’86, spinto dallo Spirito, ho gettato la mia vecchia Bibbia nel fuoco.

Da quel fuoco emerse lo Spirito, il Figlio di Dio mi mostrò la Storia della Non-Creazione, dell’Infinito, dell’Eternità e del Dio che fin dal Principio senza principio della Non-Creazione fu la Causa Metafisica del Cosmo, e poi, essendo stato formato dalla Saggezza, come è scritto: «Io sono Dio, solo io sono stato formato, e dopo di me non ce ne sarà un altro», è diventato la Causa Fisica del Nuovo Cosmo: la sua Creazione.

«Scrivi tutto ciò che ti viene mostrato», mi disse il mio Padre che è nei cieli. Io, Cristo Raúl, così ho fatto.

 

Tornando a casa dei miei genitori, lasciai con loro la donna e suo figlio; mi recai a Parigi, da Parigi a Londra, da Londra a Gerusalemme e da Gerusalemme a Madrid. Qui il Re del Cielo mi disse: «Manda la donna e suo figlio a casa dei suoi genitori, poiché la sua casa non avrà parte nella tua». Io, Cristo Raúl, così feci.

Tornai a Londra, mi stabilii a Finsbury Park, dove fui visitato dalla Madre di Cristo, che mi aprì gli occhi su ciò che il suo Cuore custodiva: «Il Cuore di Maria».

Dopo aver scritto tutto ciò che la Madre di Gesù Cristo custodiva nel suo Cuore dal giorno della sua Ascensione al Cielo, e appena ho cominciato a godermi la vittoria, la Morte si è abbattuta sulla casa dei miei genitori. Rimasi a Madrid; poiché non era bene che fossi solo, Dio mi diede una compagna, che concepì una figlia, ma Dio mi disse: «Esci da casa sua, perché la tua casa non sarà considerata da lei». Così feci.

 

Il vento si alzò e attraversai l’oceano; rimasi in Messico un mese e nove mesi negli Stati Uniti. Al mio ritorno, dopo la morte dell’uomo che mi aveva messo al mondo, tornai a Creta, dove rimasi un anno. Trascorso quell’anno, il vento si alzò di nuovo e mi portò da Atene a Vienna, Praga, Budapest, Bratislava, Berlino, Copenaghen, Stoccolma, Helsinki, Oslo e Roma, dove celebrai il bimillenario della Nascita di Cristo. Perché il mio tempo non era ancora giunto.

All’alba del Nuovo Giorno sono tornato nella casa dove sono nato e mi sono messo al lavoro. Mentre ci stavo lavorando, una donna è entrata nella mia vita e, sentendo Dio che mi diceva: «Per lei sarà raccontata la storia della tua casa», l’ho portata con me a Berlino. Ma il Diavolo, cercando di distruggermi per seppellire questa Storia Divina nella polvere dei tempi, iniettò nella mia anima il veleno di un odio assetato di sangue. Ma Dio mi disse: «Non verserai sangue». Io obbedii. Congedai la donna e la mandai con i suoi figli a casa dei suoi genitori.

 

Rimasi nell’oscurità per tre tempi e mezzo. Quando mi sono ripreso, ho visto il Re del Cielo che veniva a conquistare per il Regno di Dio la Pienezza delle Nazioni del Genere Umano, e rivolgendosi a me, mi ha detto: «Alzati, figlio mio, e poiché non hai versato il sangue dei tuoi nemici, senza spargimento di sangue io libererò il mondo, e i tuoi figli saranno testimoni davanti alle nazioni che sono Io a farlo: Ci sarà una Rivoluzione Mondiale, non ci sarà una Guerra Mondiale! Fatti coraggio, figlio mio, e rafforzati, perché la tua Ora si avvicina».

Mi alzai e, pieno di spirito, esclamai:

«Che non si trovi posto per Satana sulla Terra».

Colui che ha la stella del mattino dice alle nazioni:

«Tutti i re della Terra depongano le loro corone ai piedi del Trono del Re del Cielo; la nazione che disobbedirà sarà distrutta come un vaso colpito dalla Verga di ferro».

E a te, Chiesa, dice colui che possiede lo spirito di intelligenza:

«Annullerai tutti i decreti di scomunica contro le chiese, affinché tutte si avvicinino al tuo Signore e tornino alla Casa del tuo Dio. La Notte è passata. La Misericordia del tuo Signore vive nella Volontà Unificatrice del tuo Dio, affinché nell’Unità dello Spirito risplenda la Luce della Verità Divina su tutte le nazioni della Terra, camminino insieme verso l’Incontro con il Figlio dell’Uomo e si ritrovi la Fede sulla Terra».

 

A tutti voi che vi definite cristiani di tutte le nazioni, vi dico a nome di mio Padre, il Re dei Cieli:

Voi che siete nati in stato di scomunica a causa del Battesimo della Chiesa Cattolica, siete liberati dalla scomunica che grava sui vostri genitori. Senza questo Battesimo, chiunque sia nato fuori dalla Chiesa Cattolica rimane fuori dalla legge del Signore della vita eterna.

Attraverso il Battesimo del Signore della Santa Madre Chiesa Cattolica, ogni essere viene purificato dai peccati e dai delitti commessi prima del Battesimo.

Questa è opera di Dio Padre, che continua ad amare così tanto il mondo da aver decretato l’esilio dal nostro mondo di colui che ha cercato la nostra morte quando eravamo ancora nel grembo di nostra Madre.

Dio non ci ha dato la vita per essere schiacciati, ma per vincere e godere della vittoria del nostro Re e Padre sul mondo.

Questa è l’eredità che il Testatore lascia alla sua discendenza: i tuoi figli conquisteranno le porte dei loro nemici.

Non ci sarà una guerra mondiale.

Non abbiamo bisogno di vedere per credere. Ci basta lo Spirito che vive in noi per credere che senza il nostro Creatore saremmo tutti in balia di un altro mondo che morde la polvere, come tanti altri mondi che Dio ha visto nascere nel cosmo ed essere ridotti in cenere dai fuochi delle guerre delle passioni che il Potere e le Ricchezze generano nei mortali.

Come potrà essere glorificato il Creatore nella distruzione della sua creazione? Il Creatore non è forse glorificato nella magnificenza e nella grandezza della sua creazione? E dove risiede la gloria della creazione se non nella grandezza e nella magnificenza del suo Creatore?

Come credere che Dio abbia disposto questo mondo per la sua Gloria quando tutto ciò che questo mondo mette in scena davanti ai nostri occhi è miseria, rovina e desolazione!

È vero, il pazzo si gloria della sua follia, il malvagio della sua malvagità, il bugiardo della sua menzogna, il criminale del suo crimine, ma la loro gloria sta forse nello schiacciare le formiche? La loro ricchezza risiede forse nell’oro? La loro forza si basa forse sulle armi atomiche? È forse Dio un barbaro che beve da calici fatti di teschi nemici? Che gloria può aggiungere a quella del Creatore di innumerevoli galassie l’esistenza di una creatura grande come un atomo? Come può compiacere della morte delle sue creature Colui che ha seppellito un cosmo per crearne uno nuovo in cui la vita nasce per essere immortale!

Cosa dirà la pietra estratta dalle montagne allo scultore? La tela chiederà conto al pittore? Il pianoforte si lamenta della musica che generano le mani? Dio non è forse il Creatore per eccellenza, padre di tutti i creatori? Il Creatore si compiace della distruzione della sua opera?

Creare per distruggere, dove vive quel pazzo? L’amore del Creatore per la sua creazione non è forse tanto più grande quanto più grande è la sua creatura?

In chi può Dio glorificarsi se non nel suo Figlio, Dio da Dio? Eppure, per il Mistero Soprannaturale dell’Amore del Creatore per la sua Creazione, nasciamo per essere suoi figli, con tutti i diritti di chi possiede tutto in Dio. Per questo il Figlio di Dio, parlando del suo Erede, dice: «Egli prenderà del mio e ve lo farà conoscere; tutto ciò che è del Padre è mio, per questo vi ho detto che prenderà del mio».

Dio è il nostro cielo, il nostro limite. Perché cercare tesori lontani quando abbiamo a disposizione il Tesoro della Saggezza Divina? Forse questo tesoro vale meno solo perché ce lo dona nostro Padre? È forse meglio sprofondare nelle viscere della terra quando abbiamo l’oro a portata di mano? Perché se è del nostro Padre, non è nostro?

Nel Figlio di Dio risiedono tutti i segreti della Scienza della Vita. Non abbiamo né Pace né Salute perché cerchiamo nella Morte la legge per sconfiggerla.

La pace e la salute non sono un affare.

La guerra e il crimine non sono un affare. Eppure lo sono per chiunque viva sotto la legge della Morte.

La Morte è l’Ultimo Nemico.

La Morte non conosce amici, né servi né figli.

La Morte è una Forza Cosmica non creata; una volta che varca la soglia di un mondo, ha un unico scopo: ridurre ogni Vita in polvere.

Può essere sconfitta, respinta, solo tramite lo Spirito di Dio.

Crocifisso, abbandonato come morto, ne è uscito Vincitore per mostrarci la Via verso la Vittoria: l’Obbedienza alla Saggezza del nostro Creatore.

La vita dell’uomo non sta né nelle armi né nella violenza. Sta nella Parola.

Nessuno è infallibile, abbiamo bisogno gli uni degli altri per risolvere i problemi che riguardano tutti noi.

L’umiltà è il principio del saggio.

La dignità non si costruisce sul disprezzo dei nostri simili.

Chi ama il potere delle ricchezze sopra ogni cosa, per esse cadrà nella povertà.

La scienza ha per natura e scopo il servizio a tutti i popoli; in questo assomiglia al sacerdote, che lavora per gli altri.

Non è forse tra i propri simili che si raggiunge la felicità? E in chi, se non nel Creatore di tutte le scienze che governano l’Universo, può trovare la propria felicità chi ama la scienza?

Ogni linea di pensiero e di ricerca che porta alla distruzione dell’essere e della vita sulla Terra deve essere recisa dall’albero della Scienza; quelle che portano alla crescita della vita devono essere liberate da ogni interesse e coltivate dalle comunità al servizio delle nazioni.

Il mito del 100% del cervello individuale si basa sull’ignoranza; la potenza del 100% risiede nell’unità di tutte le intelligenze del genere umano che formano un’unica rete neurale universale, aperta all’Onniscienza del nostro Creatore, in cui la crescita dell’umanità ha il suo futuro.

L’affermazione calvinista demoniaca secondo cui Dio avrebbe creato questo mondo proprio come lo abbiamo vissuto è un invito al crimine e al genocidio.

Ben diversa era ed è l’invito del Figlio di Dio:

«Dio mostra al Figlio tutto ciò che fa, e il Figlio agisce secondo ciò che vede fare dal Padre. E c’è di più: Dio Padre gli mostrerà opere più grandi di questi Cieli e di questa Terra, affinché ne rimaniate meravigliati».

L’Invito allo spettacolo più grande a cui una creatura possa assistere dal vivo, Dio nel pieno atto di creazione di universi e mondi, non ci è stato sussurrato all’orecchio come se si facessero promesse ai maiali.

La Rivoluzione Creatrice con cui è iniziata la Creazione del nostro Universo ha avuto origine dalla risposta alla pressione di vivere il Paradiso più come uno zoo che come un Regno aperto alla vita.

La Tragedia del nostro mondo avrebbe potuto spingere Dio a rifiutare di tenere aperta quella Porta, per evitare una Nuova Esplosione Criminale in un Giorno Futuro.

L’alternativa non era tornare indietro né rimanere congelati nel tempo, ma andare avanti.

Dato che Dio creò l’Uomo nel suo spirito di Saggezza, eppure cadde di fronte all’esperienza di una mente abituata al Male e alla Menzogna, nella sua Intelligenza creò una Nuova Creatura, immagine e somiglianza Vivente di suo Figlio Gesù, in cui il suo Spirito del Creatore vive la Pienezza di un Potere senza limiti per la Pace e la Salute.

Così si adempie ciò che è scritto: tre Persone, un unico vero Dio.

Dov’è la paura della morte? Dov’è il timore della Personalità di un Essere onnipotente che oggi può essere buono come il pane e domani cattivo come il veleno?

«IO SONO COLUI CHE SONO» si è aperto il petto sulla Croce. «Colui che era, colui che è»: non c’era un Dio prima della Croce e un altro dopo la Resurrezione. Lo stesso che è salito sulla Croce è lo stesso Gesù che ci guarda dai Cieli.

Sì, qualcosa è cambiato; colui che è venuto nel Nome del Signore era il Re dei re e il Signore dei signori dell’Impero di suo Padre. Colui che è tornato alla Casa di Dio vi è entrato come Re Universale, Eterno e Unico.

«A Colui che siede sul trono e all’Agnello, la benedizione, l’onore, la gloria e il regno nei secoli dei secoli», gridò il Cielo in adorazione del Padre e del Figlio.

Ed è per questo che ho detto: «Alza il mio capo verso il cielo, compi un’Opera tale che, vedendola, tutti si meraviglino e credano che tu sei il vero Dio dal vero Dio».

 

 

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